Con appena 2.500 esemplari prodotti la Porsche ha lanciato una versione special della 911 che richiama al passato glorioso sullo sterrato del brand teutonico.
In un mare di proposte elettriche che stanno attirando sempre meno automobilisti, finalmente, Porsche ha rammentato il suo passato glorioso nell’off-road. Il Cavallino di Stoccarda non ha, semplicemente, fatto la storia nelle sfide su asfalto, ma con la sua regina della gamma ha scritto pagine indelebili nei rally raid.
La nuova Porsche 911 Dakar in edizione limitata omaggia i trascorsi del marchio nelle prove fuoristradistiche, mettendo da parte i buoni propositi green delle sorelle alla spina come la Taycan. Nel 1967, Vic Elford prese parte al Rally di Monte Carlo al volante di una Porsche 911 S e raggiunse il terzo posto assoluto. L’anno dopo vinse con una Porsche 911 T da 170 CV e, subito dopo, furono elaborate 3 Porsche 911 S appositamente rinforzate per il folle rally “Londra-Sydney”. Nel 1978 el team factory partecipò con due 911 SC al Safari Rally in Africa oriental.
Potremmo andare avanti a lungo perché il DNA Porsche è strettamente connesso ai successi ottenuti nel Motorsport. La 911 Dakar rappresenta una delle versioni più esclusive mai prodotte della coupé tedesca nel corso della sua lunga storia. Il nuovo modello, rigorosamente, vanta un assetto rialzato, protezioni ganci anteriori e posteriori, passaruota maggiorati e tanto altro per affrontare al meglio qualsiasi sfida al di fuori dell’asfalto.
Commissionata da un collezionista italiano spicca per una livrea con 3 tonalità – Signalyellow, Blu Genziana metallizzato e Blu Lampedusa – per ricordare i trascorsi della vettura vincitrice della Parigi-Dakar 1984. I tecnici hanno ripreso la tinta Signayellow della carrozzeria, con profilo in Blu Lampedusa, che emerge anche nell’anello che circonda i gruppi ottici a matrice di LED. Non manca anche la presenza del pacchetto Rallye Design.
L’abitacolo della Porsche 911 Dakar Sonderwunsch riprende il tema cromatico della carrozzeria: giallo per impunture e strisce decorative su cruscotto, console centrale, pannelli porta. Ben visibile la scritta “911 Dakar” sui poggiatesta dei sedili e inserto in pelle sul selettore del cambio PDK. Sotto il cofano batte il 3.0 boxer 6 cilindri biturbo da 480 CV e 570 Nm, come da tradizione. Dopo un pit stop al Museo Porsche questa opera d’arte tedesca finirà nelle mani del collezionista italiano che l’ha commissionata.
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